Cosa posso fare affinché il paziente abbia più fiducia in me? 

Come posso far sì che il paziente comprenda il mio metodo di lavoro? 

Come faccio a gestire meglio il tempo durante il colloquio nutrizionale?

Chissà, magari è capitato anche a te di porti una di queste domande. 

Si tratta di domande che, prima o poi, ogni dietista o nutrizionista tende a farsi. 

Domande che sorgono spontanee dall’esperienza condivisa con i pazienti, dalle difficoltà durante i colloqui e da quelle vissute quando si desidera cambiare l’impostazione del lavoro con il paziente, ma ci si ritrova a procedere nello stesso modo. 

Tali dubbi, però, hanno davvero un grande valore per la tua attività. Si tratta infatti di domande strategiche, che puntano a trovare soluzioni pratiche. 

Dove cercare queste soluzioni? 

Spesso un libro sulla comunicazione efficace non basta. E non bastano neppure alcuni testi di time management. 

Tanti principi che spesso non si incastrano bene con la pratica del colloquio nutrizionale

Eppure le soluzioni esistono. Basta sapere dove guardare. 

Come trovare il giusto metodo di lavoro per te?

Sebbene esistano delle linee guida per l’impostazione del colloquio nutrizionale, della gestione del tempo o della relazione col paziente, molte delle soluzioni più efficaci sono difficili da scovare nei libri

Ma soprattutto, le soluzioni che si potrebbero rivelare più efficaci per te, per la tua esperienza e i tuoi attuali obiettivi, potrebbero non rivelarsi altrettanto funzionali per un tuo collega e viceversa.

Perchè? Dipende dal fatto che tu, come dietista o nutrizionista, hai un tuo personale modo di organizzare e gestire il colloquio con il paziente, non solo per la tua formazione e la tua esperienza, ma perché prima ancora di essere un dietista o nutrizionista sei una persona.

Come persona sei unico e renderai unica anche l’esperienza che il paziente condivide con te durante il colloquio. 

Dunque le soluzioni per te più efficaci sono custodite in ciò che caratterizza la tua personale modalità di lavoro. 

Quando lavori con il tuo paziente, prima di pensare a soluzioni standardizzate, punti a personalizzare il tuo intervento, proponendo soluzioni elaborate a partire da un’analisi della sua esperienza soggettiva. 

Così per te stesso, le soluzioni possono emergere da un’analisi più consapevole di ciò che rende unico il tuo modus operandi di dietista o nutrizionista. 

La risposta alle tue domande risiede nella consapevolezza di come stai lavorando attualmente. 

Perché è importante analizzare il tuo modus operandi con il paziente?

Dall’analisi del modus operandi puoi scoprire come alcuni aspetti che oggi non ti soddisfanno del colloquio con il paziente o del modo in cui è organizzato il tuo lavoro dipendono dal modo in cui hai impostato il lavoro stesso

Vediamo gli aspetti più comuni che possono non soddisfare un nutrizionista o dietista durante la pratica clinica.

La gestione del tempo durante il colloquio nutrizionale

Pochi nutrizionisti sanno che la gestione del tempo durante il colloquio dipende da 2 aspetti essenziali:

  1. il modo in cui è stato impostato il colloquio, ad esempio per la durata della visita, nella struttura della cartella anamnestica, per la tipologia di indagine e così via;
  2. la capacità di guidare il paziente attraverso l’uso di domande efficaci. Tanto più il professionista è abile a usare le domande, tanto più migliora la sua gestione del tempo. 

Proprio per l’importanza di questo aspetto, durante il Master in Coaching Nutrizionale della nostra Academy, dedichiamo 2 intere giornate all’approfondimento e al miglioramento di questa abilità.

La fiducia del paziente 

Quando il paziente ha fiducia, è più collaborativo in fase di anamnesi e più compliance. Ma conquistare la sua fiducia non è così facile

Scarsa compliance e risultati poco soddisfacenti uniti alla sensazione di lavorare con una persona che non si fida di te sono l’esito di un processo che è partito fin dalla prima visita. 

Si tratta di difficoltà legate alla costruzione della relazione fin dai primi attimi del primo incontro. 

Iniziare male la prima visita può incidere negativamente sulla fiducia del paziente nei tuoi confronti e sui risultati del percorso nutrizionale

L’abilità di trasmettere al paziente il valore del tuo lavoro

Non è qualcosa che dipende solo dalla sua fiducia e disponibilità di ascoltarti. 

Trasmettere il tuo valore al colloquio e fuori dallo studio, una volta iniziato il percorso, dipende:

  • dal modo in cui definisci alcune regole del setting, 
  • dalla tua capacità di comunicare in modo efficace, 
  • dalla fase del colloquio in cui scegli di spiegare come lavori.

Il modo in cui organizzi il tuo lavoro di dietista o nutrizionista

Ciò che fai durante il colloquio e le attività che svolgi a fini professionali sono il risultato del tuo percorso di formazione, della tua esperienza e di ciò che ritieni più corretto fare. 

Al di là del tuo personale percorso di formazione, dunque, anche le tue convinzioni e il tuo atteggiamento condizionano il modo in cui imposti il tuo lavoro. 

Quando ti rendi conto che qualcosa nel modo in cui hai impostato il tuo lavoro non ti soddisfa più, è giunto il momento di chiederti cosa con esattezza ti impedisce di organizzarlo in un maniera più soddisfacente

Affrontare tutti questi passaggi può essere complesso. In BeWell Academy ci siamo spesso soffermati a riflettere su queste difficoltà.

La nostra idea è stata la creazione di percorsi dedicati allo studio delle dinamiche del colloquio nutrizionale, attraverso la formazione e la consulenza.

Una formazione specifica sul coaching nutrizionale, dedicata a nutrizionisti e dietisti che desiderano migliorare alcuni aspetti specifici della loro performance durante il colloquio e della gestione della libera professione.

Percorsi durante i quali emergono quei dettagli che probabilmente ti ricordano quelli che vivi ogni giorno con i tuoi pazienti, ma che forniscono anche delle efficaci risposte. Risposte che potrebbero sorprenderti.