Essere un nutrizionista o un dietista non significa solo bilanciare e personalizzare un piano alimentare

Il lavoro che svolgi ogni giorno con i tuoi pazienti va molto più a fondo.

Uno dei passaggi chiave è educare il paziente ad avere consapevolezza dell’esperienza con il cibo.

Per farlo, come professionista, tu per primo devi essere consapevole del modo in cui vivi la tua esperienza alimentare. 

Facile a dirsi, ma poco a farsi. 

La pratica professionale, infatti, mediata da un approccio che giorno dopo giorno ti porta a focalizzarti sulla chimica degli alimenti e l’evoluzione dei processi digestivi, rischia di allontanarti dagli aspetti sensoriali custoditi nell’esperienza a tavola. 

Per uscire da questo meccanismo e integrare preziose informazioni utili al tuo intervento, può essere vantaggioso abbracciare i principi di mindful eating.

L’importanza della consapevolezza alimentare per i nutrizionisti

Una sorta di deformazione professionale, dunque, che, protratta nel tempo, rende per nutrizionisti e dietisti più complesso cogliere dettagli specifici dell’esperienza sensoriale del paziente.

Questo atteggiamento, infatti, porta il professionista a essere meno attento a cogliere cosa percepisce mentre mangia, focalizzandosi  in modo prevalente su cosa mangia.

Un approccio che tende ad essere rinforzato anche dal proprio modo di vivere l’esperienza con il cibo: da 1 a 10, quanto sei davvero consapevole di ciò che vivi attraverso i 5 sensi mentre mangi? 

Se tu per primo non sei consapevole di ciò che percepisci, sarà difficile fare domande orientate a rivelare le sensazioni del paziente e guidarlo a coglierle.  

Per educare il paziente alla consapevolezza alimentare, il primo passo è nella tua stessa consapevolezza.

Come utilizzare la mindful eating per guidare il paziente

Come utilizzare la mindful eating per guidare il paziente?

Il lavoro quotidiano a fianco dei pazienti illude molti professionisti di essere molto più consapevoli e capaci di cogliere i segnali di fame e sazietà. 

In realtà, come abbiamo appena detto, non è così.

Per far fronte a questa condizione, nella BeWell Academy abbiamo sviluppato il corso di Mindful Eating

Il primo in Italia a essere strutturato con lo scopo di guidare i dietisti e i nutrizionisti a integrare i principi di mindful eating e di rieducazione alimentare propriocettiva nella fase di anamnesi e di intervento. 

Nel corso delle pratiche proposte durante il corso si sperimenta la ricchezza dell’esperienza sensoriale durante il pasto e l’ampia disponibilità di informazioni che possono essere integrate per educare il paziente.

Strumenti e informazioni che possono essere integrati nel percorso con il paziente, dando accesso a nuove e potenziali risorse che altrimenti non sarebbero disponibili. 

Come aiutare il paziente a sviluppare la consapevolezza alimentare

Come aiutare il paziente a sviluppare la consapevolezza alimentare?

3 sono le abilità fondamentali che ogni nutrizionista dovrebbe sviluppare a tale scopo:

Fare le giuste domande 

Porre domande in modo efficace e pertinente al racconto che il paziente sta rivelando è strategico in fase di anamnesi.

Solo quando hai a disposizione alcuni dettagli specifici su come la persona mangia, puoi capire se è bene contemplare un intervento volto a educarlo anche a recuperare consapevolezza. 

Spostare il focus dai pensieri al corpo

È essenziale guidare il paziente a spostare l’attenzione dai pensieri e dalle regole da rispettare per mangiare in un certo modo, al corpo e alle sue sensazioni.

L’abilità di spostare il focus verso un approccio integrato, dove anche le sensazioni del corpo e il livello di consapevolezza hanno un ruolo nell’evoluzione delle abitudini del paziente, ti richiede un ampliamento della prospettiva di analisi

Laddove l’anamnesi è fondata su cosa, quando, quanto, con chi e dove la persona mangia, ti servirà integrare, in fase di anamnesi, quegli elementi che completano l’esperienza con il cibo dal punto di vista corporeo.

Guidare a un approccio consapevole

L’ultimo passaggio è quello di allenare il paziente ad adottare un approccio più consapevole mentre mangia. 

Si tratta di integrare nella fase di intervento esercizi e una lista di comportamenti per suggerire al paziente cosa nello specifico dovrà modificare del suo modo di mangiare. 

In altre parole dovrai precisare

  • come masticare,
  • su che cosa focalizzarsi mentre mangia, 
  • quali domande porsi prima di mangiare, in modo tale da capire quanta fame ha, 
  • cosa fare durante il pasto per viverlo in modo più consapevole, 
  • cosa fare per allenare una maggiore consapevolezza propriocettiva anche durante il giorno, lontano dai pasti, 
  • di quali sensazioni corporee nello specifico si può accorgere, 
  • quale postura adottare mentre mangia, 
  • come allenarsi per “entrare in stato” prima del pasto,
  • cosa fare quando mangia in modo distratto.

Acquisite queste tre abilità, l’elemento che farà la differenza nell’efficacia del tuo intervento sarà la tua capacità di creare la migliore soluzione per il paziente con il giusto mix di nuovi comportamenti da allenare a casa. 

Un mix che nasce dall’esperienza, dall’attitudine a cogliere le strategie specifiche adottate dal paziente quando mangia e dalla creatività per idearne di più funzionali al suo ambiente. 

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