L’incontro con il tuo paziente inizia e i minuti volano via

Ti sembra che il tempo a disposizione per ogni consulenza non sia mai abbastanza? 

Lavori con la sensazione di correre troppo per riuscire a fare tutto, rischiando di perderti qualche dettaglio per strada?

Non è una condizione così strana, la gestione del tempo nel colloquio nutrizionale non è sempre facile, eppure è essenziale per essere davvero efficaci.

Perché è difficile gestire il tempo durante la visita nutrizionale?

Partiamo da un presupposto: il paziente va ascoltato, accolto, gli va dato il tempo per esprimere come si sente, per evidenziare le difficoltà che sta incontrando e, infine, gli va dato il tempo di fare delle domande. 

In poche parole, ai tuoi compiti di routine come nutrizionista, si aggiungono elementi inaspettati portati dal paziente che incidono sulla capacità di gestire il tempo

Probabilmente ti è già capitato, magari anche più di una volta, di trovarti in difficoltà nel momento di fare delle valutazioni con il tuo paziente e di non riuscire a fermarlo nel racconto della sua storia, ricca di dettagli che magari sono poco rilevanti per il tuo intervento. 

Oppure di realizzare come, con un paio di semplici domande, il colloquio abbia virato verso una direzione che ti ha portato “fuori tema” e che non sei più riuscito ad arginare. 

Giunto alla fine della visita ti senti insoddisfatto e frustrato per non essere riuscito a intervenire in modo efficace. 

A questo punto la domanda diventa: è possibile calibrare il tempo in un modo che durante il colloquio si riesca ad accogliere le richieste del paziente senza ignorarlo e, al contempo, fare tutto ciò che serve fare?

Vediamo insieme come sciogliere questo dubbio.

Qual è il tempo necessario per un colloquio nutrizionale efficace

Qual è il tempo necessario per un colloquio nutrizionale efficace?

La risposta a questo quesito è che non esiste un’unica risposta.

Il tempo di un colloquio varia in funzione della modalità di lavoro del professionista e dall’impostazione che ha deciso di dare al suo lavoro e, ovviamente, può cambiare in base al paziente. 

Facendo esperienza di casi diversi, infatti, si comprende quanto non sia possibile definire delle regole standard all’inizio. 

Stabilire a priori che, ad esempio, la prima visita dura 60 minuti e il controllo 30 minuti è una buona bussola. Ma non è sempre una strada praticabile: ci sono pazienti che necessitano di un’ora e un quarto, altri di 45 minuti. 

I 3 elementi che determinano il tempo necessario per un colloquio nutrizionale

La gestione del tempo durante il colloquio nutrizionale varia in funzione:

  • dello stile di comunicazione del paziente.

Devi essere più flessibile a seconda di quanto il paziente è specifico e dettagliato nel raccontare la sua esperienza.

Per un paziente più “lento” nell’esporsi si rivelerebbe poco confortevole un colloquio con un nutrizionista troppo “veloce” nel modo di parlare.

In questo caso, non solo farebbe fatica a seguirlo, ma gli sarebbe difficile anche comprendere quello che dice; 

Per vari motivi, una persona, in uno specifico periodo o colloquio, può avere più bisogno di essere ascoltato e accolto.

E solo in un secondo momento riuscirà a farsi guidare nell’esplorazione di nuove soluzioni.

Quindi avrà bisogno di più tempo, almeno all’inizio, rispetto a chi si presenta con un’idea più chiara dei propri obiettivi ed è pronto a conoscere nuove soluzioni per la sua alimentazione; 

  • del tipo di servizio che desideri offrire.

In base alle consulenze e agli interventi che vuoi realizzare, il fattore tempo è un elemento distintivo.

La  gestione del tempo del colloquio è molto legata alla capacità del professionista di  comunicare in modo efficace con il paziente. 

In quelle situazioni dove è il paziente che parla di ciò che ritiene importante, il rischio è che assuma il ruolo della guida, relegando il nutrizionista nella condizione di  “assistere” a ciò che succede, venendo trasportato dove il paziente vuole. 

Non si tratta di aver a che fare con un chiacchierone: quando è il paziente a tracciare il percorso del colloquio e a dettare i tempi è segno che non si è costruita una buona relazione fin dall’inizio.

Relazione necessaria per prendere le redini del colloquio

Come organizzare bene il tempo della visita nutrizionale

Come organizzare bene il tempo della visita nutrizionale?

Il nutrizionista riesce a gestire bene il tempo quando realizza 2 condizioni: 

  1. comunica in modo efficace,
  2. è abile a costruire una relazione di fiducia con il suo paziente.

Questi elementi sono indispensabili per metterti nella miglior condizione possibile per gestire bene il tempo. 

Inoltre, una volta che avrai instaurato una buona relazione all’inizio di un colloquio ti sarà più semplice definire: 

  • quali sono le aspettative del paziente
  • quali sono le priorità d’intervento
  • qual è l’obiettivo a fine colloquio.

Un consiglio che può rivelarsi davvero prezioso è di disporre di una “mappa” del colloquio.

Questo strumento ti aiuta a definire con maggiore chiarezza quali sono i temi da approfondire per soddisfare uno specifico bisogno del paziente.

Potrai comunque annotare le tematiche da lasciare andare, magari per un colloquio successivo, perché non urgenti o non pertinenti. 

Un’efficace gestione del tempo richiede al nutrizionista di adattarsi ai bisogni del paziente e la capacità di lavorare in modo focalizzato, scegliendo domande differenti per struttura, a seconda del tempo a disposizione. 

Per implementare queste abilità, nella nostra Academy, alleniamo i colleghi in aula durante il Master in Coaching nutrizionale.

Partiamo da un semplice aspetto: scegliere la tipologia di domande

Affrontando questo passo con maggiore accortezza è possibile aprire il colloquio o condurlo a chiusura in modo mirato, poiché, proprio la struttura della domanda condiziona la tipologia e i tempi di risposta del paziente.


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