Nell’impostazione della tua attività di dietista o nutrizionista è spontaneo adottare gli strumenti necessari per la valutazione dello stato nutrizionale e della composizione corporea.

Per gli altri strumenti che completano il setting e che valorizzano la tua competenza e professionalità, però, non accade lo stesso.

La performance di ogni nutrizionista durante il colloquio, infatti, è in funzione di 3 fattori: 

  1. il livello di competenza,
  2. la preparazione al colloquio
  3. il setting in cui si opera e di cui fanno parte anche gli strumenti a disposizione. 

Tra questi elementi, proprio il setting è quello a cui in genere si tende a prestare meno attenzione. Con l’idea che condizioni poco l’evoluzione del colloquio nutrizionale, sia per l’esperienza del paziente, sia per quella del professionista.

Un pensiero molto lontano dalla realtà.

Perché è importante adottare il giusto setting durante un colloquio nutrizionale? 

Ricorda sempre che l’ambiente in cui accogli il paziente è come un biglietto da visita: al primo impatto il paziente si farà un’idea di che tipo di professionista sei attraverso una valutazione iniziale dell’ambiente in cui lavori. 

La scelta del setting va, dunque, curata nei dettagli, rendendola il meno possibile il risultato di un qualcosa di casuale, come a dire “Così ho trovato lo studio”.

Una trattazione più approfondita di questa tematica spesso trascurata è presente nel testo Primo P.A.S.S.O. – Manuale di Coaching Nutrizionale

Nel libro si sottolineata l’importanza di curare l’ambiente e l’arredamento nei suoi dettagli, partendo da alcune semplici domande:

  • qual è l’impressione che dà l’ambiente in cui lavori?
  • Qual è il grado di pulizia e ordine?
  • Come si sente il paziente mentre lavora con te?

Le risposte a queste domande orienta già il nutrizionista nella scelta del setting in cui operare o nella sua ristrutturazione, qualora lo stato attuale non sia rivelato sufficientemente funzionale. 

setting e strumenti studio nutrizionale

Quali elementi compongono il setting in uno studio?

A seconda di come viene impostata l’attività, di quali sono i pazienti target e dell’ambiente in cui lavori, potranno far parte del tuo setting: 

  • il camice
  • software, strumenti di valutazione dello stato nutrizionale, schede già predisposte a sostegno della fase di anamnesi, 
  • materiale informativo per l’educazione alimentare come etichette, confezioni vuote di alimenti specifici, atlanti, video, brochure a supporto della fase di intervento, 
  • ulteriori oggetti per accompagnare il paziente a diventare più consapevole dell’esperienza con il cibo e finalizzati all’insegnamento dei principi di mindful eating, 
  • altri elementi che completano l’accoglienza del paziente in studio e che sono finalizzati a rendere la sua permanenza più piacevole. Una bella idea può essere la disponibilità di acqua e tisane.

Come scegliere gli strumenti e il setting in studio?

Sebbene si tratti di una scelta individuale, nell’analisi delle varie opzioni a disposizione vanno considerati alcuni criteri che ti aiutano a tener conto di tutte le potenziali implicazioni di una determinata scelta sul vissuto del paziente e sulla tua performance.

Il target a cui ti rivolgi 

Setting e strumenti vanno scelti in funzione del tipo di servizio che desideri offrire ai tuoi pazienti. 

Da qui l’importanza di targetizzare meglio il tuo pubblico, in modo tale da riuscire a personalizzare un po’ di più anche l’ambiente

Ad esempio, per un nutrizionista che lavora molto con gli sportivi, lo studio potrà essere disposto in un certo modo, rispetto al nutrizionista che sceglie di rivolgersi per lo più a donne in gravidanza e bambini. 

Nel caso il pubblico sia più generalista, andranno adottate scelte più neutre e che rendano più flessibile il servizio. 

La capacità di dare valore al servizio  

La scelta del setting e degli strumenti contribuisce a valorizzare il tuo lavoro

È quello che accade quando entri in uno studio dentistico, in un centro estetico oppure da un medico specialista e valuti, di primo impatto, il valore dei servizi in base a come vieni accolto e all’ambiente in cui ti trovi.

L’impatto sulla gestione del tempo 

Il tipo di strumenti che adotti possono incidere sui tempi necessari per lo svolgimento della prestazione

Ne è un esempio il ricorso a software per l’indagine nutrizionale, che richiedono un investimento di tempo maggiore rispetto all’anamnesi svolta attraverso una cartella cartacea o ad altra cartella su supporto elettronico. 

L’ottimizzazione della gestione del lavoro   

Per avere un’idea della tua efficienza, è utile valutare in che modo gli strumenti e il setting agevolano il tuo lavoro oppure lo ostacolano, impattando negativamente sui tempi, sulla qualità del lavoro, sullo svolgimento di alcune procedure. 

Pensa a quelle situazioni in cui un professionista riprende più volte l’anamnesi, sia in studio che dopo la fine del colloquio, per completare le sue indicazioni alimentari. 

Infine, un’ultima raccomandazione: più che replicare scelte già adottate da altri colleghi, serve riflettere bene su cosa desideri comunicare attraverso il tuo setting in modo tale che ogni dettaglio si riveli funzionale alle tue esigenze e a quelle dei tuoi pazienti.