Mangiare è un’esperienza che coinvolge i sensi, le emozioni e i pensieri e che viene vissuta in modo unico da ciascuno di noi, con il corpo e con la mente. 

Per questo, ogni professionista della nutrizione ha l’esigenza di esplorare il vissuto soggettivo che caratterizza l’esperienza alimentare del paziente e di saper dare valore agli elementi che ne rappresentano l’unicità. 

Tra gli obiettivi di un professionista della nutrizione, dunque, c’è proprio quello di valorizzare l’esperienza soggettiva del paziente, così da formulare le strategie più efficaci per sostenerlo nel suo cambiamento di abitudini a tavola.

Che cos’è il coaching nutrizionale?

È un metodo che lavora sulle risorse del paziente a livello mentale, emotivo e corporeo con l’obiettivo di facilitare il cambiamento delle abitudini alimentari.

Facendo leva su capacità specifiche, il nutrizionista può allenare e integrare le risorse corporee e mentali per facilitare il cambiamento.

Ma come riesce a farlo? Tutto parte dalla prima visita con il paziente

In particolare si tratta di strutturare questo incontro affinché risulti più efficace a impostare il lavoro con il paziente e in modo funzionale al raggiungimento dei suoi obiettivi.

Assimilare nella tua pratica il coaching nutrizionale ti consente di impostare proprio questo tipo di lavoro.

I modi in cui puoi integrare i principi di coaching nutrizionale nella tua pratica sono stati descritti, per la prima volta in Italia, nel libro “Il primo P.A.S.S.O. – Manuale di coaching nutrizionale”.

Seguendo la traccia proposta nel modello è possibile trovare i principi base per impostare la visita con il paziente e fare coaching nutrizionale.

Perche fare coaching nutrizionale e cose

Perché fare coaching nutrizionale?

Il modello approfondisce le dinamiche nella relazione paziente-professionista e individua 5 fasi attraverso le quali condurre il colloquio, riconosciute dalle 5 lettere che compongono l’acronimo P.A.S.S.O.: 

  1. Preparazione
  2. Accoglienza
  3. Storia del cliente 
  4. Schemi mentali del cliente
  5. Obiettivi.

Ciascuna fase del modello Primo P.A.S.S.O.® ti accompagna in un percorso volto a: 

  • valorizzare la relazione con il paziente,
  • esplorare il vissuto soggettivo in tutti gli aspetti mentali e corporei relativi all’esperienza con il cibo,
  • accrescere la consapevolezza del paziente verso i risultati ottenuti,
  • favorire un processo di empowerment del paziente per favorire una maggiore responsabilità nel prendersi cura di sé e della sua alimentazione,
  • adottare una visione del percorso di educazione alimentare più olistica, in una dimensione di multidisciplinarietà.
Come fare coaching nutrizionale

Come fare coaching nutrizionale? 

Vediamo insieme come puoi fare per integrare il coaching nutrizionale nella tua pratica di colloquio.

Credi nell’unicità dell’esperienza del paziente

Alla base del modello c’è l’atteggiamento di curiosità, da parte di ogni nutrizionista, nell’esplorare il modo unico in cui il paziente vive la sua vita alimentare. 

Un’unicità in cui sono custoditi i limiti e le potenziali risorse utili da integrare anche nell’intervento di educazione alimentare.

Riconoscere l’unicità dell’esperienza sarà utile anche in fase di anamnesi e quando strutturerai il tuo intervento

Tieni presente, però, che non basta riconoscere l’esclusività della storia, dei valori, delle convinzioni, dei modi di percepire, attribuire significato agli eventi e di reagire. Serve anche capire come tutto questo incide sul processo di cambiamento.

Così facendo potrai valutare come procedere in funzione delle specifiche strategie adottate dal paziente e del suo potenziale di miglioramento, rimanendo flessibile nell’approccio e nelle soluzioni da proporre.

Preparati al colloquio 

Per riuscire a lavorare in modo focalizzato, cogliendo tutti gli aspetti dell’esperienza di quel paziente, hai bisogno di un setting funzionale e di uno stato potenziante, per esprimere al meglio le tue capacità e competenze.

Accogli il paziente e resta presente durante il colloquio

Non esistono il paziente precedente e quello successivo, altre preoccupazioni e altre interferenze visibili sullo schermo del pc o udibili all’esterno. 

Esistono solo il paziente di fronte a te, la sua storia e i suoi bisogni. Più sei focalizzato sulla persona, più riesci ad accedere a tutte le risorse necessarie per aiutarla.

Fai un’anamnesi integrata e completa

Lavora sull’anamnesi e arricchiscila con tutti i dettagli specifici dell’esperienza del paziente che possono rivelarsi utili per sostenerlo nel suo cambiamento.

Non soffermarti solo su quello che mangia, ma considera anche le strategie che adotta per riuscirci e il suo livello di consapevolezza propriocettiva.


Introduzione ai principi mindfulness-based in educazione alimentare


Fai emergere limiti e abitudini disfunzionali

Trova tutti quegli atteggiamenti del paziente che boicottano i suoi tentativi di miglioramento

Aiutarlo a diventare più consapevole di cosa fa esattamente quando non riesce a raggiungere i risultati desiderati, gli offre l’occasione di apprendere nuovi modi per cambiare il suo comportamento.

Guida il paziente nella definizione degli obiettivi

Pur considerando gli obiettivi terapeutici, per rendere efficace il tuo intervento hai bisogno di far leva sulla motivazione del paziente a raggiungere i suoi personali obiettivi, dei quali non sempre è consapevole. 

Il tuo ruolo è, pertanto, anche quello di sostenerlo nel chiarire quali sono i traguardi che desidera raggiungere.

Struttura l’intervento nutrizionale

Agisci in modo che i tuoi interventi rispecchino piani d’azione rispettosi dei principi che guidano il cambiamento umano. 

L’arte di fare coaching nutrizionale è quella di rendere gli interventi nutrizionali più efficaci grazie al rispetto di quei semplici principi che permettono al paziente di concretizzare i consigli.


Sono aperte le candidature per il Master in Coaching Nutrizionale

Il Master in Coaching Nutrizionale è un percorso unico in Italia per struttura e contenuti, pensato su misura per il professionista della nutrizione.

Permette di apprendere capacità relazionali e di gestione del cambiamento in modo semplice e pratico, lavorando su casi tratti dall’attività clinica quotidiana e favorendo il continuo esercizio

20-11-26 Master in coaching nutrizionale - Bologna

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